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PO20 - Gestione della Capacità

Politica di Gestione della Capacità

Revisioni

Rev. Data Descrizione Redatto Approvato
0.0 24/04/2026 Prima emissione RSGI Amministratore Unico

Introduzione

Scopo

La presente politica ha lo scopo di definire le modalità di gestione della capacità aziendale, dei servizi e delle risorse tecnologiche di Vectorlab, in termini operativi e di controllo.

Campo di applicazione

Questo documento si applica a tutti gli ambiti e ai processi aziendali coinvolti nell’implementazione della ISO/IEC 27001.

Riferimenti e Allegati

PO27 - Gestione Eventi e Incidenti

PR19.1 - Gestione del Cambiamento

PR20.1 - Capacità, Logging e Monitoraggio Tecnico.

Definizioni, Acronimi, Abbreviazioni

AdS - Amministratore di Sistema

CI – Configuration Item

Hardening – “Rafforzamento” dei sistemi, ovvero l’insieme di operazioni di configurazione che mirano a minimizzare l'impatto di possibili attacchi informatici sugli stessi

IAM – Identity and Access Management

IoT – Internet of Things

LAN - Local Area Network

MFA – Multi Factor Authentication

VPN - Virtual Private Network

WAP – Wireless Access Point.

Responsabilità

RSGI ha la responsabilità di redigere, mantenere aggiornata e comunicare la presente politica.

Il personale, a qualsiasi livello, e i collaboratori esterni devono attenersi alle procedure definite dall’Organizzazione per assicurarsi che la presente Politica sia correttamente applicata.

I responsabili dell’attuazione della presente politica sono:

  • ………..

Violazione della Politica

Qualsiasi azione non conforme alla politica aziendale di Vectorlab sarà considerata una violazione della sicurezza e come tale potrà tradursi nella sospensione dell'accesso alle aree e alle risorse informatiche, rete e documenti. L'uso improprio degli strumenti aziendali costituisce una grave violazione del dovere di correttezza e può comportare l'adozione di provvedimenti disciplinari in conformità alla normativa vigente.

Riesame

La revisione di tale politica è effettuata da RSGI almeno una volta all'anno e prima del riesame della Direzione, e in risposta a cambiamenti significativi dell'ambiente organizzativo, del business, di riferimenti normativi o dell’ambiente tecnologico aziendale. Il riesame è condotto per valutare l'efficienza e l'efficacia del sistema e per assicurare che siano implementate le azioni necessarie per consentire il miglioramento continuo secondo i requisiti definiti dai sistemi di gestione e in tutte le situazioni per le quali è richiesta una modifica dell'attività aziendale che possa anche avere impatto sulla qualità, sulla sicurezza delle informazioni o sull'operatività.

Politica di Gestione della Capacità

Il processo di Gestione della Capacità è incentrato sulle prestazioni e sulle problematiche di capacità relative alle risorse umane, alle risorse tecnologiche e alle risorse strumentali impiegate per erogare le proprie attività di business e i propri servizi.

Le risorse tecnologiche, umane e strutturali devono essere adeguate alle necessità dell’Azienda e dei clienti e devono soddisfare i requisiti attuali e futuri in modo tempestivo ed economico.

Devono essere identificati i requisiti di capacità, tenendo conto delle criticità aziendali relative alle risorse che sono fondamentali per l’erogazione dei servizi. La messa a punto e il monitoraggio delle risorse si applicano per garantirne e, ove necessario, migliorarne la disponibilità e l'efficienza.

I controlli devono essere messi in atto per indicare i problemi a tempo debito. Le previsioni dei futuri requisiti di capacità devono tenere conto dei nuovi requisiti aziendali e delle tendenze attuali e previste nella capacità di elaborazione delle informazioni dell'organizzazione.

Il processo di Capacity Management riguarda i seguenti aspetti:

  • comprensione delle esigenze del servizio e delle capacità di carico e piani futuri per la sua crescita o riduzione;

  • analisi delle prestazioni sulla capacità del personale in relazione al carico di lavoro e alle competenze necessarie per gestire con successo le attività assegnate;

  • analisi delle prestazioni derivante dalla raccolta dei dati di misurazione, compresa l’analisi dell’impatto delle nuove versioni di software sulla capacità;

  • ottimizzazione delle prestazioni delle attività per garantire l'uso più efficiente dell'infrastruttura esistente;

  • trend di utilizzo delle risorse informatiche;

  • pianificazione della capacità di storage, hardware, software e risorse dell'infrastruttura di connessione necessarie per un periodo di tempo definito (es. annualmente) o in caso di evento significativo di change;

  • monitoraggio delle prestazioni e del throughput o del carico su server, server farm o cloud;

  • analisi delle prestazioni dei dati di misurazione, compresa l’analisi dell’impatto delle nuove versioni di software sulla capacità.

Alcuni dei vantaggi del processo di gestione della capacità efficace ed efficiente sono:

  • garantire che le risorse sia umane sia infrastrutturali siano pianificate per soddisfare le esigenze attuali e future;

  • ridurre gli incidenti legati alla capacità attraverso previsioni preventive delle prestazioni;

  • garantire che gli aggiornamenti siano pianificati, messi a budget e implementati prima della violazione degli SLA (in termini di disponibilità o prestazioni);

  • procurare vantaggi finanziari evitando gli acquisti in situazioni di emergenza.

Le fasi principali del processo di Capacity Management sono le seguenti:

1) pianificazione della capacità,

2) dimensionamento delle risorse,

3) monitoraggio dell'utilizzo e delle prestazioni delle risorse,

4) reportistica e gestione delle azioni correttive.

Il processo di Capacity Management deve essere condotto da tre diverse prospettive, per questo motivo si articola in tre sottoprocessi paralleli che includono tutte le 4 fasi appena indicate e che di seguito elenchiamo:

  • gestione della capacità aziendale;

  • gestione della capacità del servizio;

gestione della capacità delle risorse tecnologiche.

Principi

L’implementazione del processo di gestione della configurazione prevede il rispetto dei seguenti principi di sicurezza:

  • per tutto l’hardware, il software, i servizi e le reti di Vectorlab devono essere applicate le configurazioni standard definite, incluse le configurazioni di sicurezza o “hardening”, prima della loro implementazione nell’ambiente ICT aziendale;

  • il deployment di nuovi sistemi, pc, apparati, ecc. deve tenere conto dell'esistenza di configurazioni standard, le quali devono essere sempre usate come base di partenza a garanzia di sicurezza;

  • eventuali eccezioni devono essere documentate, motivate, autorizzate, tracciate nel tempo e riesaminate a cadenza regolare per verificare nel tempo la loro validità;

  • tutte le configurazioni standard devono essere sempre disponibili e riviste periodicamente per garantire che soddisfino i requisiti stabiliti dalla presente politica;

  • laddove possibile, devono essere utilizzati modelli standard per documentare la corretta configurazione (incluse le impostazioni sicurezza necessarie) di ogni componente ICT (come “MDPR23.1- Piano di Gestione delle Vulnerabilità [progetto]”). Questi stessi modelli sono soggetti a modifiche e controllo delle versioni, al netto di cambiamenti nel panorama delle minacce e vulnerabilità e di aggiornamenti hardware e software;

  • i dettagli delle configurazioni di base devono essere considerati informazioni riservate e, pertanto, devono essere protette da accessi e modifiche non autorizzate;

  • nel caso in cui il monitoraggio delle configurazioni evidenzi scostamenti dalla baseline, essi devono essere analizzati e, se necessario, corretti;

  • possono essere utilizzati strumenti automatizzati per l’identificazione, la documentazione e il monitoraggio delle modifiche, affinché vi sia la sicurezza di tenere traccia di ogni cambiamento e segnalare e correggere le non conformità;

  • affinché sia garantita l’integrità delle informazioni di configurazione, l’ambiente di gestione delle configurazioni dovrebbe:

  • essere dimensionato per la mole di documenti da gestire (hardware, software, dati, documenti),

  • garantire adeguata protezione da corruzione e modifiche non autorizzate,

  • garantire il recupero in caso di disastro.

Fasi della Gestione della Configurazione

Il processo di gestione della configurazione prevede lo svolgimento delle seguenti attività:

  1. Identificazione - Si definisce un inventario degli elementi da gestire, come hardware, software, firmware e documentazione.

  2. Configurazione standard - Si stabiliscono e documentano configurazioni standard approvate per ogni elemento, incluse le specifiche ed i requisiti di funzionalità e sicurezza e le relazioni con altri elementi. Tali standard diverranno il punto di riferimento per apportare ulteriori ottimizzazioni rispetto a specifiche esigenze aziendali e per gestire tutte le successive modifiche.

  3. Controllo delle modifiche - La fase di controllo delle modifiche assicura che siano opportunamente richiesti, valutati, approvati e documentati tutti i cambiamenti alle configurazioni standard. Un aspetto importante è la capacità di identificare le relazioni intercorrenti fra gli elementi della configurazione, poiché un cambiamento potrebbe avere impatto sugli elementi della configurazione interconnessi. Il controllo delle modifiche avviene in conformità a quanto definito nel documento “PR19.1 - Gestione del Cambiamento”.

  4. Monitoraggio dello status - Si monitora continuamente lo stato degli elementi per identificare eventuali problemi o deviazioni dagli standard definiti nelle baseline. Una volta implementate le modifiche, la registrazione del nuovo status permette di individuare come le modifiche hanno influenzato o alterato quello esistente, rendendo tracciabili gli elementi della configurazione durante tutto il corso del loro sviluppo e operatività. In pratica, si dovrebbe essere in grado di conoscere su quale versione si trova la configurazione ed avere un record storico delle vecchie versioni.

  5. Verifica e auditing - Si eseguono regolarmente verifiche per assicurarsi che le modifiche siano state applicate correttamente e che le configurazioni degli elementi siano conformi alle politiche di sicurezza ed agli standard aziendalmente definiti, ossia ai requisiti ed alle informazioni di configurazione iniziali. Questo può includere audit tecnici e scansioni di sicurezza.

Maggiori dettagli sulla gestione della configurazione sono presenti nella procedura “PR32.1 - Gestione delle Configurazioni”.

Interazioni con gli altri processi aziendali

Il processo di gestione della configurazione, nell’applicazione delle sue varie fasi, interagisce con altri processi del Sistema di Gestione Integrato, i quali garantiscono l’implementazione di ulteriori attività parallele e conseguenti alla gestione della configurazione.

  • Gestione delle vulnerabilità tecniche: identificare e correggere le vulnerabilità derivanti da configurazioni errate o non aggiornate. Ciò si realizza tramite la tempestiva applicazione di patch e aggiornamenti. Maggiori dettagli sono riportati nei documenti “PR23.1 - Gestione delle Vulnerabilità Tecniche” e “PR22.1 - Gestione delle Patch”.

  • Gestione dei backup: creare e mantenere un repository centralizzato e un backup delle configurazioni critiche per garantirne la disponibilità ed il rapido ripristino in caso di guasti o attacchi informatici. Il processo è descritto nel documento “PR21.1 - Gestione dei Backup e Restore”.

  • Monitoraggio e logging: implementare sistemi di monitoraggio e logging sul repository centralizzato in modo da tracciare le modifiche alle configurazioni e rilevare eventuali attività sospette o non autorizzate. Tali attività sono riportate nel documento “PR20.1 - Capacità, Logging e Monitoraggio Tecnico”.

  • Formazione e consapevolezza: educare il personale del reparto IT e gli utenti finali sull'importanza della gestione delle configurazioni e su come contribuire a mantenere un ambiente sicuro. Una procedura ben definita di gestione delle configurazioni aiuta a prevenire incidenti di sicurezza, riduce i tempi di risposta agli incidenti (poiché è più rapido ripristinare i sistemi partendo da una configurazione sicura) e garantisce che i sistemi siano sempre allineati con le best practices di sicurezza e le normative di settore.

Configurazione sicura

L’Azienda definisce le configurazioni di base dei seguenti CI:

  • dispositivi endpoint (desktop, laptop, telefoni cellulari, ecc.)

  • reti e dispositivi di rete fisici (router, switch, firewall, ecc.)

  • server fisici e/o virtuali (sistemi operativi, database, web server, ecc.)

  • infrastruttura cloud (reti, storage, ecc.)

  • dispositivi IoT.

Per ogni categoria sopra elencata, è importante definire la configurazione sicura degli elementi che dovrebbe declinare, per quanto applicabile in base alla tipologia di CI, i seguenti elementi:

  • bloccare l’installazione di software da parte degli utenti,

  • bloccare le connessioni non sicure, per esempio quelle basate su protocolli non cifrati,

  • installare, mantenere aggiornato e attivo un software anti-malware,

  • installare, mantenere aggiornato e attivo un personal firewall,

  • configurare la connessione con un sistema di backup,

  • sconnettere automaticamente le sessioni non usate dopo un certo periodo di tempo,

  • concedere l’accesso al sistema solo con un sistema di autenticazione,

  • bloccare l’accesso dopo un certo periodo di inattività e concederlo solo con un sistema di autenticazione,

  • cifrare il disco,

  • eliminare le utenze standard (root e admin),

  • cambiare le password di default,

  • eliminare i servizi e software non necessari,

  • sincronizzare gli orologi con un server NTP unico per tutta l’Organizzazione,

  • installare strumenti per la cancellazione sicura,

  • installare un sistema per la cancellazione da remoto dei dati (remote wiping),

  • bloccare le porte USB e SD.

Tutte le informazioni sulla configurazione sicura devono essere parte integrante della configurazione standard definita.

Configurazione dei Dispositivi Endpoint

Gestione per la Connessione dei Dispositivi

I dispositivi endpoint che si connettono alla rete interna di Vectorlab devono essere configurati in modo sicuro, in particolare le password e gli utenti di default (escluse quelle necessarie ad operazioni dell’AdS) devono essere disattivati e appropriati criteri per la gestione delle password devono essere adottati. Ulteriori dettagli sono riportati in “PO16 - Gestione degli Accessi”.

Sincronizzazione degli Orologi

Tutti i computer che hanno un sistema operativo desktop installato (i.e. Windows, Ubuntu), devono essere configurati in modo da avere la sincronizzazione degli orologi automatica da parte del sistema operativo.

Configurazione della Rete Interna

La configurazione della rete interna di Vectorlab deve assicurare un'adeguata segregazione degli accessi tra le aree di gestione delle informazioni protette e le aree destinate alla navigazione esterna.

Vengono applicate regole per la gestione dei seguenti aspetti:

  • la sicurezza perimetrale, con definizione dei "confini" della rete interna;

  • la difesa in profondità, con l'utilizzo di dispositivi di sicurezza di vario tipo e a diversi livelli all'interno del sistema informativo aziendale.

Gestione della LAN

Il rispetto dei seguenti aspetti, attraverso l'utilizzo di adeguata strumentazione hardware e software, permette di gestire correttamente la LAN, garantendone la protezione:

  • sicurezza di rete, ottenuta mediante l'utilizzo di firewall, antivirus, antispam, controllo accessi, segregazione, pronta installazione di patch atte a risolvere problematiche esistenti;

  • prestazioni di rete, ottenute gestendo la larghezza di banda disponibile e controllando l'accesso alle connessioni WiFi;

  • accessibilità alla rete, ottenuta limitando e controllando le connessioni remote;

  • monitoraggio della rete, realizzato attraverso il controllo dei log, apparato per apparato, di tutte le apparecchiature di rete.

Gestione della Rete Wireless

L'installazione della rete wireless aziendale deve essere effettuata a valle dello studio di un appropriato posizionamento dei punti di accesso e dei vincoli strutturali, al fine di evitare fenomeni di "sniffing" all'esterno dell’edificio.

I WAP, dispositivi collegati alla rete cablata che permettono la fruizione della rete wireless da parte dei dispositivi che vi si connettono, devono essere posizionati in punti non facilmente accessibili dell’ufficio per ridurre le probabilità di danni accidentali da parte di personale e visitatori, e utilizzare i più aggiornati protocolli crittografici di sicurezza per proteggere le reti di computer wireless.

Segregazione delle Reti

L’Azienda definisce, sia nel caso di LAN che di rete wireless, una segregazione delle reti in modo da garantire la sicurezza nelle comunicazioni e scambio di informazioni all’interno delle varie sottoreti (ad esempio una sottorete wireless “guest” per gli ospiti che possa soltanto navigare verso l’esterno ma che non abbia accessi interni) e ridurre le possibilità di intercettazione di informazioni da parte di interni malintenzionati o di esterni che hanno ottenuto accesso ad una parte della rete.

Gestione del Firewall

Per garantire un adeguato livello di sicurezza della rete interna, sono messe in atto regole appropriate per limitare il traffico in entrata e in uscita tra segmenti di rete, in particolare:

  • vengono utilizzati filtri per bloccare la trasmissione di tutti i dati e i pacchetti di controllo non necessari;

  • i segmenti della rete interna sono isolati secondo lo schema di rete “ALPR24.1.A - Schema di Rete”;

  • eventuali regole contrarie e cambiamenti devono essere chiaramente tracciate come modifiche alla configurazione nel sistema di ticketing aziendale.

Configurazione della Rete Esterna

La protezione perimetrale deve garantire adeguati livelli di sicurezza contro le minacce su Internet e gli attori ostili. Il traffico esterno deve essere limitato in misura sufficiente a ciò che è necessario per svolgere le funzioni aziendali. Il firewall deve essere configurato per garantire un’adeguata protezione.

Restrizioni nell’uso di Internet

Le connessioni ad Internet devono essere adeguatamente protette da controlli che consentano l’identificazione di attori ostili e che impediscano possibili intrusioni sui sistemi informatici.

Crittografia delle Connessioni di Rete

Le connessioni da client remoti devono essere sicure e avvenire attraverso l’uso di meccanismi di protezione, quali:

  • crittografia durante le transazioni con protocolli sicuri e testati sul campo, frequentemente rivisti;

  • protocolli di autenticazione sicuri.

Gestione della Virtual Private Network – VPN

Le connessioni VPN garantiscono una connessione sicura tra due punti dislocati geograficamente.

Il personale all’esterno della sede aziendale deve connettersi via VPN al fine di essere sotto la protezione del firewall aziendale per navigare e per accedere ai dati presenti nei server aziendali interni.

Configurazione di Server Fisici e Software di Sistema

La configurazione dei server fisici e del software di sistema all'interno dell'Organizzazione deve garantire la sicurezza, l'affidabilità e l'efficienza operativa delle risorse IT.

Gestione dei Server Fisici

Alcune regole per la configurazione dei server fisici:

  • devono essere scelti in base alle esigenze specifiche del carico di lavoro, alla scalabilità e alle performance richieste assieme ad una valutazione dei requisiti di alimentazione e raffreddamento;

  • devono essere acquistati da fornitori selezionati;

  • devono essere installati in un ambiente sicuro, preferibilmente in un data center con controllo di accesso fisico, con cablaggio e connettività di rete sicure;

  • devono avere a corredo una documentazione completa che includa la configurazione hardware, il numero di serie, la posizione fisica e il contatto per il supporto.

Gestione del Software di Sistema:

Per quanto riguarda la configurazione del software di sistema:

  • deve essere scelto in base alle esigenze operative e di sicurezza dell'Organizzazione, tenendo in considerazione le licenze, il supporto del fornitore e la compatibilità con l'hardware;

  • deve essere installato seguendo le linee guida del fornitore, modificando secondo le proprie baseline le configurazioni predefinite per migliorarne la sicurezza e le performance;

  • devono essere installati regolarmente aggiornamenti di sicurezza e patch per mantenere il software aggiornato e sicuro. Gli aggiornamenti devono essere testati in un ambiente di test prima della distribuzione in produzione;

  • gli account utente devono essere gestiti con criteri di password robusti e privilegi minimi e quelli inutilizzati devono essere disattivati o rimossi;

  • devono essere implementati regolari backup dei dati e delle configurazioni di sistema. I piani di ripristino devono essere testati periodicamente per garantire la continuità operativa.

Configurazione dell’Infrastruttura Cloud

La configurazione di un’infrastruttura cloud deve seguire alcune indicazioni:

1) Configurazione delle risorse

  • Provisioning delle risorse di calcolo:

    • configurare le macchine virtuali (VM) o i container necessari per i carichi di lavoro,

    • scegliere le dimensioni delle VM o i tipi di istanze in base alle esigenze di performance e scalabilità.

2) Impostazione dello storage

  • Selezionare i tipi di storage appropriati (SSD, HDD, ecc.)

  • Configurare le politiche di backup e recupero dei dati

3) Configurazione della rete

  • Creare reti virtuali per isolare le risorse

  • Configurare subnet, gateway di rete, firewall e gruppi di sicurezza

  • Implementare VPN o connessioni dirette per l'accesso sicuro alla rete

4) Gestione delle identità e degli accessi (IAM):

  • Configurare ruoli e politiche IAM per gestire l'accesso e i permessi degli utenti

  • Implementare l'autenticazione multifattore (MFA) per aumentare la sicurezza degli accessi

5) Crittografia:

  • Abilitare la crittografia dei dati a riposo e in transito

  • Utilizzare servizi di gestione delle chiavi per la gestione sicura delle chiavi di crittografia

6) Monitoraggio e logging:

  • Configurare i servizi di monitoraggio per monitorare le risorse e le performance

  • Abilitare il logging delle attività e delle configurazioni

7) Gestione delle vulnerabilità:

  • Eseguire regolari vulnerability assessment e penetration test

  • Applicare tempestivamente patch di sicurezza e aggiornamenti del software.

Configurazione dei dispositivi IoT

Nel seguito, si riportano alcune regole generali per la configurazione sicura dei dispositivi IoT:

  • scegliere produttori affidabili che garantiscano l’implementazione di adeguate misure di sicurezza in fase di setup dei dispositivi e che offrano un supporto costante e regolare degli aggiornamenti di sicurezza;

  • installare regolarmente tali aggiornamenti.

  • aggiornare regolarmente il firmware dei dispositivi per garantire che siano protetti dalle ultime minacce informatiche;

  • impostare password complesse per l’accesso ai dispositivi e cambiarle regolarmente;

  • utilizzare i dispositivi su VPN;

  • utilizzare tecniche di crittografia nella trasmissione delle informazioni.