PR21.1 - Gestione dei Backup e Restore
Procedura Gestione dei Backup e Restore
Revisioni
| Rev. | Data | Descrizione | Redatto | Approvato |
| 0.0 | 24/04/2026 | Prima emissione | IT | CTO |
| 0.1 | 09/07/2026 | Revisione assistita da IA: allineamento allo stack reale (GitHub, Google Workspace, AWS, server Aruba in IaC, Bitwarden); rimozione di NAS/VMware/Hyper-V/Dropbox/OneDrive/videosorveglianza non in uso | RSGI | Amministratore Unico |
Introduzione
Il presente documento descrive la procedura per la gestione di backup e relativo restore.
Riferimenti e Allegati
MDPR21.1.A - Piano di Restore
MDPR21.1.B - Richiesta Restore
PO21 - Politica Gestione dei Backup
PR03.1 - IT
Definizioni, Acronimi, Abbreviazioni
AWS – Amazon Web Services
Bitwarden – Gestore delle credenziali/segreti, ospitato sul server Aruba
DB – DataBase
ECR – Elastic Container Registry: Docker registry privato
ECS – Elastic Container Service: gestore di container
EC2 – Elastic Compute Cloud: servizio web che fornisce capacità di elaborazione nel cloud AWS
GitHub – Piattaforma di versionamento (repository di codice e documentazione)
IaC – Infrastructure-as-Code (infrastruttura descritta e gestita come codice)
IT – Information Technology
S3 – Simple Storage Service: servizio web di memorizzazione
Task definition: insieme di regole che consentono l’esecuzione di un container Docker
Gestione dei Backup
A fronte della necessità di definire/modificare una strategia di backup/restore, l’IT individua i criteri, le risorse e il tipo di modalità operative necessarie per una procedura di backup. In dettaglio:
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individua il tipo di supporto da utilizzare tenendo presente:
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la tipologia del dato da sottoporre a procedura di sicurezza;
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il suo livello di criticità;
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l'urgenza della sua reperibilità;
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esplicite esigenze espresse dal richiedente;
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l'entità del dato.
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individua il tipo di software da utilizzare tenendo presente:
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la tipologia del dato da sottoporre a procedura di sicurezza;
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il suo livello di criticità;
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la frequenza con cui va salvato.
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individua dove salvare il backup;
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stabilisce il livello di accesso e di protezione del backup;
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aggiorna l’elenco dei backup (vedi Tabella 1- Riepilogo backup);
Per una procedura di ripristino:
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individua e reperisce il supporto contenente i dati da ripristinare tenendo presente:
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la tipologia del dato sottoposto a procedura di sicurezza;
-
il suo livello di criticità;
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esplicite esigenze espresse dal richiedente;
-
l'entità del dato.
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individuazione del tipo di software da utilizzare tenendo presente:
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la tipologia del dato sottoposto a procedura di sicurezza;
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il suo livello di criticità.
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Il documento “MDPR21.1.A - Piano di restore” è sia in input che in output alla procedura, in quanto in base alla pianificazione viene effettuato un test programmato di ripristino (restore) dei backup, e a seguito dell’applicazione della presente procedura il piano viene aggiornato di conseguenza.
Definizione strategia
L’esecuzione è a carico dell’IT, che provvede a verificarne l’esito in base agli strumenti di schedulazione e registrazione previsti per lo specifico ambiente tecnico.
Il prodotto in uscita da una procedura di backup è una copia del dato oggetto della richiesta. La sua gestione è a carico del reparto IT. Le modalità di gestione sono relative a:
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periodo di conservazione;
-
sito di conservazione.
Il periodo di conservazione è il periodo di tempo per il quale viene assicurata la disponibilità del dato salvato. È definito in base alla:
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tipologia del dato;
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esplicita o implicita esigenza del cliente.
Il prodotto in uscita da procedure di restore è il dato ripristinato.
Quando il backup/restore fa riferimento a un’attività schedulata nel piano di restore, in uscita alla procedura il piano viene aggiornato con l’esito dell’operazione.
Descrizione strategie di backup
I backup sono definiti in coerenza con il modello cloud-first di Vectorlab: non esistono NAS, server o supporti di memoria fisici in sede. Tutto ciò che ha valore lavorativo risiede su servizi cloud, per loro natura ridondati. Gli oggetti sottoposti a backup e le relative strategie sono descritti di seguito; il dettaglio operativo (oggetto, tipo, frequenza/RPO, conservazione, misure di sicurezza e verifiche) è riportato nella Tabella 1 - Riepilogo strategie di backup.
Codice e documentazione (GitHub)
Tutto il codice sorgente e la documentazione del SGI sono versionati e ospitati su GitHub: ogni commit costituisce un backup incrementale con storico completo, replicato sull’infrastruttura di GitHub. Le copie di lavoro locali non costituiscono la copia ufficiale.
Google Workspace
I dati di Google Workspace (Gmail, Google Drive, Contatti) sono protetti nativamente dalla piattaforma. Per esigenze di conservazione e recupero si utilizzano Google Vault e/o l’esportazione periodica dei dati, con retention definita nella Tabella 1 e nel documento “MDPO15.A - Data Retention”.
Infrastruttura AWS
Le immagini dei container sono conservate sul servizio ECR. I dati conservati su database in cloud AWS vengono salvati tramite script schedulati sul servizio Amazon S3; i backup dei DB sono eseguiti con la periodicità definita in Tabella 1 e vengono conservate le ultime N copie.
Server Aruba (Infrastructure-as-Code)
L’infrastruttura specifica di Vectorlab risiede su un server Aruba gestito in modalità Infrastructure-as-Code: la configurazione è interamente descritta in codice versionato su GitHub e quindi ricostruibile (redeploy) in caso di necessità. Sono inoltre previsti snapshot/backup del server secondo la frequenza indicata in Tabella 1.
Segreti e credenziali (Bitwarden)
I dati sensibili di accesso (password, chiavi, segreti) sono gestiti tramite Bitwarden, ospitato sul server Aruba; ne viene effettuata un’esportazione cifrata periodica secondo la frequenza indicata in Tabella 1.
Descrizione strategie di ripristino
La strategia di ripristino è differente per ogni tipo di servizio su cui è stato effettuato il backup: possono essere effettuati recovery massivi (ad esempio il redeploy dell’infrastruttura sul server Aruba da codice IaC o il ripristino di un container su AWS) oppure granular recovery che consentono il ripristino di un singolo file.
- Richiesta restore
La richiesta di restore viene effettuata tramite sistema di ticketing aziendale. In allegato al ticket sarà obbligatorio riempire il modulo di “MDPR21.1.B - Richiesta restore” debitamente compilato in modo da rendere più semplice l’individuazione dei file/cartelle di cui effettuare il restore e il periodo di backup.
Partendo dal modulo IT sceglierà di utilizzare la procedura di restore appropriata.
- GSuite
Il ripristino di Google Workspace è gestito tramite Google Vault e/o la console di amministrazione di Google Workspace.
Per il ripristino di file su GSuite i passi sono i seguenti:
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collegamento all’applicazione “XX”;
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selezione dell’utenza per cui è da effettuare il ripristino;
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scelta di tipologia e fascia temporale del backup da ripristinare;
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per i ripristini relativi a Google Drive, impostazione della cartella per il ripristino; il sistema crea una cartella di ripristino di default nella cartella di root del repository dell’utente; in questa maniera si lascia all’utente la scelta di inserire il file ripristinato nella cartella desiderata.
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Per i ripristini relativi a Contatti e Gmail, il ripristino avviene nella locazione di default.
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AWS
Per il ripristino di un container su infrastruttura cloud AWS i passi sono i seguenti:
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scelta dell’immagine da ripristinare presente su ECR;
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modifica o nuova creazione della “task definition” in ECS;
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avvio del task.
Per il ripristino di un DB su infrastruttura cloud AWS i passi sono i seguenti:
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Download da S3 del DB da ripristinare con la data desiderata, sotto forma di archivio in formato tar.gz;
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Stop del task relativo al DB su ECS;
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Su EFS è presente una directory relativa al container del DB; sostituzione del contenuto con i file presenti nell’archivio tar.gz scaricato.
Di seguito una tabella riassuntiva dei backup in essere e informazioni ad esso correlate:
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OGGETTO BACKUP: applicazione, sistema, informazioni a cui applicare il backup
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TIPO BACKUP:
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completo – prevede la copia di tutti i dati (se i dati sono molti richiede potenza computazionale e tempo)
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incrementale – prevede la copia dei soli dati modificati dall’ultimo backup completo o incrementale (per recuperare i dati è quindi necessario ripristinare l’ultimo backup completo e tutti i successivi incrementali)
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differenziale – prevede la copia dei soli dati modificati dall’ultimo backup completo (risultano più lenti da effettuare rispetto a quelli incrementali ma consentono di recuperare più velocemente i dati persi)
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sincronizzato – viene effettuata una copia di ogni file appena è modificato (attenzione che in questo caso si corre il rischio di propagare eventuali errori anche sui dati di backup, valutare se necessario di associarlo ad un backup in altra modalità).
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GIORNO – ORA: giorno e ora della settimana in cui è schedulato il backup
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FREQUENZA: ogni quanto il backup viene ri-effettuato
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SUPPORTO: indicazione del supporto su cui è effettuato il backup (es NAS, Cloud, Hard Disk, nastri magnetici …)
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ACCESSI: personale avente accesso al backup (ADS, ….)
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PERIODO CONSERVAZIONE: indicazione del periodo di conservazione delle copie
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LUOGO DI CONSERVAZIONE. Indicare con precisione luogo in cui le copie sono conservate
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MISURE DI SICUREZZA: indicare misure di sicurezza applicate alle copie di backup e al luogo di conservazione (crittografia, cassaforte con chiavi gestite da …, luogo protetto da ….)
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VERIFICHE: frequenza con cui vengono verificate le copie di backup (giornaliera, settimanale, mensile).
| Oggetto backup | Tipo di backup | Giorno - Ora | Frequenza (RPO) |
Supporto | Accessi | Periodo conservazione | Luogo conservazione | Misure Sicurezza | Verifiche |
| GSuite | Continuous | AdS | |||||||
Tabella 1 - Riepilogo strategie di backup